Il piacere della separazione

Non sempre ciò che temiamo di più diventa dolore. Il coraggio di affrontare la scalata, da la forza di sorridere giunti alla vetta.

mantenimento dei figli

con una recente sentenza, Il Tribunale di Nuoro ( sent. n. 124  del 26/02/2019) ha confermato l'obbligo dei genitori a mantenere i figli anche se maggiorenni. La sentenza, chiaramente, precisa che il figlio deve dimostrare l'incolpevolezza del suo status di non indipendenza economica ed a sua volta il genitore per sottrarsi a tale obbligo dovrà dimostrare che il figlio non vuole lavorare e che, pertanto, il suo status dipende dalla sua inerzia nella ricerca di un lavoro che lo renda economicamente autosufficiente.  

LE COPPIE DI FATTO E LA LEGGE "CIRINNA'"

In Italia le coppie di fatto ricevono poca tutela. Sulla base di un caso concreto che è stato sottoposto alla mia attenzione consiglio vivamente di adottare degli strumenti giuridici di tutela della propria posizione nei confronti degli eredi legittimi soprattuto, come nel caso della mia assistita, quando la convivenza dura da trent'anni.

Sinteticamente delineo quali sono le regole in caso di morte del compagno, convivente di fatto?

Con specifico riferimento ai diritti derivanti dalla morte di uno dei conviventi, la Legge 76/2016 prevedere che: in caso di morte del convivente proprietario della casa di comune residenza, il convivente superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni. E’ fatto salvo quanto previsto dall’articolo 337-sexies c.c. per l’assegnazione della casa familiare, applicabile ai conviventi in presenza di figli minori. Gli anni diventano tre anni qualora, nella stessa casa, coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite. Il periodo può allungarsi ancora, essendo previsto che può essere pari alla convivenza, se superiore, ma comunque non oltre i cinque anni. Il diritto in ogni caso viene meno nel caso in cui il convivente superstite cessi di abitare stabilmente nella casa di comune residenza. Il diritto cessa anche se il compagno superstite contragga matrimonio, unione civile o intraprenda una nuova convivenza di fatto. in caso di morte del compagno conduttore in una locazione, utilizzata da entrambi, il convivente superstite ha facoltà di succedergli nel contratto. in caso di morte del convivente, derivante da fatto illecito, spetta al compagno superstite il diritto al risarcimento del danno. Così come anche riconosciuto in favore del coniuge. Coppia di fatto, le disposizioni ereditarie non patrimoniali

 

 

AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

L’art. 74 c. 2 DPR 115/2002 assicura la possibilità di beneficiare del gratuito patrocinio “nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione”.

Una norma fondamentale nel nostro sistema giuridico poichè garantisce ai non abbienti di poter beneficiare della difesa tecnica all'interno del processo garantendo agli stessi il sacrosanto diritto, tutelato dalla nostra costituzione, di difesa.

La richiesta di ammissione al Patrocinio a spese dello stato va inoltrata al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati della città di appartenenza, corredata della necessaria documentazione prima fra tutti la dichiarazione dei redditi o il CUD.

I giudici Italiani da un pò di tempo a questa parte hanno cominciato a revocare l'ammissione provvisoriamente deliberata dal COA sul presupposto che il giudizio venga introdotto, o nel giudizio si resista, con dolo o colpa grave concretizzantesi in un comportamento finalizzato alla dilazione di un procedimento a danno della controparte e avviato con malafede.

Mi domando se la scelta che stanno compiendo i giudici sia una scelta ponderata o una scelta politica. Difatti la revoca dell'ammissione al patrocinio a spese dello stato comporta una grave compromissione del diritto di difesa dei non abbienti. Ora ciò che sta accadendo all'interno di numerosi uffici giudiziari italiani è scandaloso poichè non si può immaginare che lo stesso avvocato, che magari ha ritenuto di mettere a disposizione la propria professionalità per soggetti che diversamente verrebbero discriminati, presenti nelle sedi giudiziarie un numero di procedimenti con gratuito patrocinio tutti infondati consapevole che quei procedimenti non verranno mai accolti, e quindi agisca con superficialità e ponendo in essere un'attività in un certo qual senso truffaldina.

A mio parere non è così, poichè tutelare i più deboli non significa essere superficiali e poco accorti, significa aver dato alla propria professione un significato differente ed umano.

grazie