Il piacere della separazione

Non sempre ciò che temiamo di più diventa dolore. Il coraggio di affrontare la scalata, da la forza di sorridere giunti alla vetta.

AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

L’art. 74 c. 2 DPR 115/2002 assicura la possibilità di beneficiare del gratuito patrocinio “nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione”.

Una norma fondamentale nel nostro sistema giuridico poichè garantisce ai non abbienti di poter beneficiare della difesa tecnica all'interno del processo garantendo agli stessi il sacrosanto diritto, tutelato dalla nostra costituzione, di difesa.

La richiesta di ammissione al Patrocinio a spese dello stato va inoltrata al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati della città di appartenenza, corredata della necessaria documentazione prima fra tutti la dichiarazione dei redditi o il CUD.

I giudici Italiani da un pò di tempo a questa parte hanno cominciato a revocare l'ammissione provvisoriamente deliberata dal COA sul presupposto che il giudizio venga introdotto, o nel giudizio si resista, con dolo o colpa grave concretizzantesi in un comportamento finalizzato alla dilazione di un procedimento a danno della controparte e avviato con malafede.

Mi domando se la scelta che stanno compiendo i giudici sia una scelta ponderata o una scelta politica. Difatti la revoca dell'ammissione al patrocinio a spese dello stato comporta una grave compromissione del diritto di difesa dei non abbienti. Ora ciò che sta accadendo all'interno di numerosi uffici giudiziari italiani è scandaloso poichè non si può immaginare che lo stesso avvocato, che magari ha ritenuto di mettere a disposizione la propria professionalità per soggetti che diversamente verrebbero discriminati, presenti nelle sedi giudiziarie un numero di procedimenti con gratuito patrocinio tutti infondati consapevole che quei procedimenti non verranno mai accolti, e quindi agisca con superficialità e ponendo in essere un'attività in un certo qual senso truffaldina.

A mio parere non è così, poichè tutelare i più deboli non significa essere superficiali e poco accorti, significa aver dato alla propria professione un significato differente ed umano.

grazie